1 // Dal Periplo di Annone il Navigatore

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“[…] Nel golfo si trovava un’ampia isola e sull’isola una laguna che sembrava un mare e nel cuore di questa un’altra isola. Qui, messo piede a terra, non scorgevamo di giorno nient’altro che foreste; ma al calar delle tenebre si accendevano fuochi su fuochi e udivamo strilli di zufoli e strepiti e suoni di cembali e timpani e innumerevoli grida. Ne fummo terrorizzati, i nostri indovini ci ingiunsero di salpare dall’isola. Da lì, veleggiando veloci, passammo rasente a una costa infuocata, dalla quale, tra coltri di fumo, rivi ardenti si gettavano in mare e sulla terra rovente era impossibile posare appena un piede. Paurosi, salpammo immediatamente. E dal mare aperto, trascorsi quattro giorni, scorgevamo di notte una terraferma di vampe e al centro una pira gigantesca, altissima su tutte le altre, che ci sembrava quasi toccasse le stelle.”

Annone, “Periplo”, metà del V sec. a.C.  (traduzione G. Asmundo)

Navigatore cartaginese, compì un’esplorazione della costa occidentale dell’Africa. Le memorie del suo viaggio, deposte nel tempio di Ba’al Ammon e in seguito tradotte in greco, mescolavano resoconti reali ed episodi fantastici.

(Immagine di copertina: particolare della Mappa di Piri Reis, 1513 c.ca, pubblico dominio)

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