3 // Colapesce

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Poche belle storie hanno avuto la fortuna di Nicola “u pisci”, Colapesce, narrata per secoli di nonno in nipote e da menestrelli di ogni epoca. Sicilia medievale, tra le profondità dello Stretto di Messina e un focoso Etna. Un umile pescatore del popolo, innamorato del mare e delle sue meraviglie, così bravo a nuotare da trasformarsi in una leggenda, mezzo uomo e mezzo pesce, che di bocca in bocca giunse fino alle orecchie di un gran re. E con questi Colapesce si misurò, per obbedienza o forse anche per amore di una bella di corte, sfidato a tuffarsi sempre più a fondo nell’oscuro abisso, sino a non far più ritorno. Innumerevoli versioni ipotizzano la sua sorte, lieta o tragica. Forse rimase beato nel regno delle sirene, forse morì esplorando lave sottomarine, forse si sacrificò per sostenere la Sicilia tutta, poiché una delle tre colonne che la sorreggono s’era incrinata. Nessuno lo sa, ma di certo fu pianto e ammirato a lungo, perché era un ragazzo dal cuore generoso. Speriamo non gli tocchi, nei secoli a venire, lo stesso destino di oblio di tanti altri personaggi di storie e leggende, di cui oggi ormai pochi raccontano.

Appendice
Al tempo delle più note trascrizioni da parte di Pitrè e Croce, della leggenda di Colapesce (diffusa in tutto il Meridione) nella sola Sicilia si contavano innumerevoli versioni; tràdite, queste ultime, secondo i meccanismi del mito e dell’oralità, attraverso il medioevo bizantino, arabo (epoca in cui si può rilevare anche un’affinità con “Abdullah di Terra e di Mare”, novella de “Le Mille e una notte”, X secolo circa), provenzale, normanno e svevo.
E all’indietro di secoli, l’origine della figura dell’uomo-pesce, derivata probabilmente da quella del tritone poseidonico (mediata forse dal San Nicola/Nettuno paleocristiano), è comune a molte aree del Mare Nostrum sin dall’antichità pregreca (grazie alla mediazione fenicia), tanto da risultare una figura archetipica del patrimonio culturale mediterraneo.

photo: Renato Guttuso, 1985, “La leggenda di Colapesce”, Messina, Teatro Vittorio Emanuele. Particolare

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