14 // Il saluto dell’ignoto parolaio / The bye of the unknown windbag

via alloro-giovanni asmundo

[ITA]

A metà. Un sentire rappreso.
L’Eletta, all’ora dei vespri, Alloro
alla Kalsa. Un confratello acceso
da stop d’automobile. Una bimba
curva e nascosta ride in cella
dietro a un cassonetto. Questa città
mi romperà la testa.

Un cortile di ciottoli ripreso
lama di luna, salso buio
una finestra d’osterio, un legno pinto.
Trattenere i fiumi
con le dita.

Città di spigoli e smussi
di cocente illusione
di bocca secca.
Come l’ignoto che ha scritto quel ciao.
Ogni giorno a Palermo è un giungere
e un levare.
Una speranza di scoperte e un lascito.

(photo and verses by Giovanni Asmundo)

[ENG version]

Halfway. A thicken feeling.
The Chosen City, at the vesper time, Laurel street
in the Kalsa. A brother monk illuminated
by a car’s stoplights. A bent over child
playing hide-and-seek and rascally smiling
at the back of a waste bin. This city
will crack my head.

A cobblestones regained courtyard
a moon’s blade, a salty darkness
a hospice’s window, a painted wood.
Keeping the rivers
with the fingers.

City made of angles and curves
of bitter illusion
of dried mouth.
Such as the unknown who wrote that bye.
Every day in Palermo is an arriving
and a removing.
A hope of discovery and a bequest.

(photo and verses by Giovanni Asmundo)

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