24 // Il teatro di plastica e marna. Eraclea Minoa

(photos Giovanni Asmundo)

(NOTA agosto 2015. Si ribadisce che la foto del teatro qui presente, apparsa senza autorizzazione su una nota testata giornalistica, pur se reperita in rete è di proprietà esclusiva dell’autore)

Apparso qualche giorno fa un articolo dello stimabile Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera (http://www.corriere.it/cronache/14_marzo_17/eraclea-teatro-gioiello-si-sbriciola-prigioniero-acciaio-vetroresina-6f9d25ae-ada5-11e3-a415-108350ae7b5e.shtml), riguardante la questione del teatro greco di Eraclea Minoa (Ag).
Gli siamo grati per l’intento divulgativo, sebbene contagiato in alcuni punti da un linguaggio sensazionalistico.
Ha ben scritto Gian Antonio Stella. Tuttavia, è necessario storicizzare gli interventi: l’architetto Minissi che progettò la protezione all’inizio degli anni ’50 credeva, alla pari dei suoi contemporanei, che le avveniristiche tecnologie legate alla plastica avrebbero salvato il mondo.
Inoltre oggi la cultura teorica così come scientifica del restauro in Italia non è per nulla arretrata e se non trova sufficiente applicazione è perché non sussistono le condizioni (politiche avvedute, interesse della società).
Al di là della questione legata alla copertura d’acciaio, che nonostante tutto ben assolve alla sua funzione, forse si può considerare più grave l’indifferenza generale riguardo a uno dei siti più spettacolari della Sicilia greca, i cui scavi sono stati quasi interamente reinterrati poiché preda dei venti e dei tombaroli.
Poche coraggiose iniziative si sono affacciate sull’orizzonte marino dalle falesie di Eraclea Minoa, come ad esempio il progetto d’arte contemporanea La Dimora di Dedalo, nel 2006 (http://www.studioarchimediaweb.it/architecturefactory/ladimoradidedalo.pdf).
E ci troviamo ad appena 13 chilometri dalla Valle dei Templi di Agrigento.

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