60 // La Gurfa (II). Da Egeo a Dedalo

dedalo a kamikos

(QUI la Parte I)

Una vela nera salpò sulle onde cupe, accompagnata dalle lacrime sciolte sulla barba di un padre.
Ma Teseo voltava già le spalle alla rupe, pieno d’ardore; avrebbe ucciso il Minotauro e liberato non solo i fanciulli ateniesi, ma la stessa sua città dalla sudditanza nei confronti di Minosse.
Com’è noto, si ritiene che i sacrifici del mito siano la trasposizione della condizione storica di egemonia minoica sull’Egeo.

Seguono varie scene in dissolvenza.
Il piede di Teseo tocca terra. Arianna innamorata siede in una stanza dagli affreschi vivaci. Dedalo, architetto del palazzo-labirinto, la incontra in un angolo oscuro, suggerendole l’idea della matassa. Seguiamo la schiena di Teseo avanzare lungo corridoi che si stringono e si avvitano, il filo tra le dita. Asterione ucciso dal proprio salvatore, la spada insanguinata. La furia di Minosse, la vendetta su Dedalo e il figlio Icaro, imprigionati nel silenzio profondo del labirinto di Cnosso.
Vediamo i due sollevarsi in volo grazie allo stratagemma delle ali di cera e piume, il palazzo bianco in basso, i monti riarsi, l’Ida, la distesa delle onde, il sole ardente.
Ma il tragico destino di Icaro non è l’epilogo del mito, che infatti prosegue al di là del mare, in Sicilia.
(continua QUI)

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