68 // Palermo in limbo. Il linguaggio e l’assenza del tempo

Se in una prospettiva isomorfica il linguaggio è espressione del pensiero e forma di rappresentazione della realtà, allora la coniugazione verbale, a Palermo, è paradigmatica.
Non esiste il passato prossimo, ma solo un passato remoto, del tutto compiuto e irrimediabilmente perduto (“ieri andai al mercato”).
Al tempo stesso, non esiste il futuro; si usa in sua vece una sorta di presente continuo (“domani, a Dio piacendo, vado al mercato”).
Eccoci qui dunque, privi di percezione del tempo, in un indefinito presente limbico.
Senza ricordo del passato, senza memoria recente e senza prospettive a medio-lungo termine.

Photo G. Asmundo. Particolare della tonnara di Vergine Maria, Palermo

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