L’isola di Maredolce-la Favara: un’interpretazione di Giovanni Asmundo

Ringrazio la Fondazione Benetton di Treviso per avermi dato l’opportunità di studiare il compendio. Mentre lo rilevavo in situ molti conti non tornavano: la pietra dei bordi dell’isola era perfettamente sbozzata ad accetta e tutti i punti della poligonale spezzata sono appositamente stondati.

Al tempo stesso, è impensabile che la sistemazione paesaggistica del palazzo, del bacino e dell’isola, sollazzo più importante di Re Ruggero all’apice dello splendore politico e culturale del regno, nonché culmine di una civiltà intera raccogliendo l’eredità del giardino paradiso (astrazione=perfezione=paradiso in terra e omaggio a Dio), è impensabile, dicevo, ritenere che la sistemazione dell’isola e del bacino sia stata realizzata solo come un adattamento alle preesistenze o all’orografia. Deve esserci un’intenzionalità progettuale nel disegno.

La nota di Romualdo Salernitano sulla terra scavata per creare il bacino e gli sforzi cartografici di Idrisi combaciano cronologicamente.

Ho scoperto che l’isola di Maredolce-la Favara potrebbe essere la riproduzione della Sicilia disegnata da Idrisi, secondo lo stesso orientamento arabo, con il nord capovolto.

Le coincidenze sono troppe per essere ignorate.

L’ipotesi è naturalmente da dimostrare con approfondimenti di studi cartografici e di rilievo in loco, ma questo sarà un punto di partenza.

Giovanni Asmundo, copyright aprile 2015.

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