101 // Peripli a Mediterranea 17 Young Artists Biennale

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Sabato 21 novembre abbiamo esposto un’installazione del Cantiere Peripli nel padiglione di Mediterranea 17 Young Artists Biennale, organizzata dal network Bjcem Biennale des jeunes créateurs de l’Europe et de la Méditerranée in partnership con il Comune di Milano, nell’ambito della rassegna “Expo in città”.
La nostra esposizione si è tenuta all’interno dell’installazione di 27metricubi, in collaborazione con Open the Art (collettivo AAA).
Mediterranea 17, manifestazione internazionale e multidisciplinare, si è svolta presso La Fabbrica del Vapore a Milano (via Procaccini 4), dal 21 ottobre al 22 novembre 2015. Negli spazi espositivi di fascinosa archeologia industriale erano ospitate opere di 300 artisti provenienti da Europa, Medio Oriente e Nord Africa, che abbracciavano varie discipline tra le quali arti visive, arti applicate (architettura, design, moda, creazione digitale), performance, musica, cinema/video, scrittura, cucina. Il concept di quest’anno, a cura di Andrea Bruciati, era “No Food’s Land”, in linea con le riflessioni di Expo 2015.
http://mediterraneabiennial.org/17-no-foods-land
http://www.bjcem.org

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Grazie per la partecipazione e a chi ha accettato le pagine con le trascrizioni.

Peripli a Mediterranea 17 “No Food’s Land”
Titolo: “What if the Mediterranean Sea dried up?”
Opera site specific, tecnica mista, dimensioni variabili
Installazione paradossale: Daniele D’Antoni, Alessandro Forlin, Chiara Frigatti
Azione performativa sincera: Giovanni Asmundo

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Sinossi: cosa succederebbe se il Mediterraneo si prosciugasse all’improvviso? L’opera, costruita in forma di domanda, vuole porre una questione aperta sui temi dei cambiamenti climatici e delle migrazioni, rappresentando provocatoriamente una situazione paradossale. Scriveva Braudel “non il mare, ma i popoli del mare uniscono le coste del Mediterraneo”. Si può affermare che ciò non sia mai stato vero come adesso? O il bacino del Mare Nostrum è già oggi prosciugato, svuotato di senso?
Le cartografie sovrapposte mostrano l’intersezione delle sponde e il capovolgimento dei molteplici punti di vista sul Mediterraneo.
L’azione performativa che accompagna l’installazione riversa parole trascritte di pagina in pagina, per una trasmissione contro l’oblio.

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“Questo corpo così assetato e stanco forse non arriverà fino all’acqua del mare. Non so ancora quale sogno mi riserverà il destino, ma promettimi, Dio, che non lascerai finisca la primavera. Oh mio Dio, che dolore riserva l’attimo dell’attesa, ma promettimi, Dio, che non lascerai finisca la primavera”

poesia dal Quaderno di Zaher Rezai

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