190 // Censura e gattini. Resistere e insistere con poesia

 

Il blog e la radio di questo progetto sono spazi liberi e resistenti.

3 febbraio 2019

Oggi è arrivata la censura sulla nostra pagina Facebook. Ebbene, prima o poi doveva succedere: Peripli oscurato selettivamente. Gli ultimi anni di post sono scomparsi, cen$urat*, cancellati. Scomparse le vostre bellissime poesie e la filosofia di Cristina per Portofranco, Angela, Davide, Fernando, Francesca, Viola, Patrizia: perché tutti parlavamo di Umanità e Libertà, oh, laviamoci la bocca col sapone. Scomparso il testo per il Giorno della Memoria, perché non dobbiamo ricordare, guai. È scomparsa la foto “La poesia serve per l’harmonia”, l’armonia va cancellata con la spugna. La mia traduzione su architetti e isole dal francese di Yves. Scomparse le toccanti lettere dei siciliani in Germania, roba troppo nuova per essere vecchia. Il racconto della Tunisia, perché un italiano puro in quelle località ci va solo a fare il giro sul cammello. Il Periplo delle Repubbliche Marinare, il libro scritto di notte che regalo a tutti, perché è vietato regalare e soprattutto parlare di porti e viaggi senza selfie. L’appello a noi figli del mare per aprire le nostre braccia, perché dobbiamo tenerle conserte. Il mio scritto sul Natale mediterraneo, perché è sbagliato essere solidali, il Natale poi è una cosa comunista. Il giardino dei limoni, perché parlavo di un muretto a secco e un coro di alberi, però vabbè anche di diritti negati in un paese oppresso, quindi non sia mai, via, via. Ma non demordo. Scrivo sui blog che tutti conoscete (Peripli, Un posto di vacanza, Condense). Leggo a voce alta le mie e le vostre cose alla nuova Radio. Le porto in piazze e giardini, parlo con la gente, sorrido a tutti, scrivo e parlo in libertà. Però rendiamocene conto. Gli strumenti bisogna ricordare che sono strumenti e che possono essere gabbie dorate. Che la realtà è stringersi la mano per strada. Che il fittizio ci asfissia. Siamo umani, cantiamo. Lo faccio fuori da qui, fuori da strumenti privati. Dunque qui soltanto pelouche. Siamo irriducibili, coraggio. Non accettiamo questo destino! Cantiamo e abbracciamoci!

4 febbraio 2019

CONTRO LA CENSURA, PER LA PACE
Quanto accaduto mi spinge a reagire a due livelli. Sul piano operativo e su quello della riflessione.
Ringrazio di cuore tutti per la solidarietà e il calore, per i tantissimi messaggi di sostegno e condivisione ricevuti in 12 ore da tutta Italia, dalla Francia, dal Libano, dalla Tunisia.
Non volendo arrenderci, terremo viva la pagina Facebook, nonostante sia stata svuotata di anni di post e fotografie.
Il presente blog è stato del tutto ostracizzato da Facebook, non è più neanche linkabile e i contenuti sono stati cancellati retroattivamente su qualsiasi bacheca, in quanto per qualcuno e per le macchine esso risulta “inappropriato”, nonostante parli di poesia e umanità. Un sintomo che mi preoccupa molto.
Vi propongo, se volete, di contrassegnare i post censurati sulle vostre bacheche come “non spam”, nel caso in cui possa essere d’aiuto, grazie.
Per protesta, sulla pagina FB lascio oscurata com’è attualmente l’immagine di copertina.
In dolce polemica aperta, ho creato un album di foto con gli screenshot di alcuni post cancellati dalla pagina (li ho fotografati dalla mia bacheca, dove esistono ma censurati e visibili solo a me).
Proverò anche anche a ripubblicare sulla pagina le vostre poesie per Portofranco, senza mettere il link al presente blog bandito. Proverò a usare la pagina FB cercando di togliere il bavaglio e aggirare la censura.
Il progetto vive con passione, fuori da lì: sul questo blog, alla radio e nel mondo fisico. Non abbiamo necessità di quella piattaforma, tuttavia credo che ogni spazio non presidiato da consapevolezze sia uno spazio che “altro” può subito occupare.
Proviamo a continuare anche su Facebook, dunque, a resistere e insistere.
Inizio adesso anche la pacifica battaglia sul piano della riflessione: sfido il “segnalatore” a riconoscere in questo blog, nella sua apertura e nel suo progetto culturale, anche una delle ragioni per le quali esso non rispetterebbe gli “standard di comunità” (immagine in calce a questo articolo).
Seguiranno aggiornamenti. Portiamo avanti tutti insieme una bandiera di apertura. La questione che sollevo non è certo per questa nostra piccola pagina o per il mio piccolo operato: è solo un pretesto, nonostante l’amarezza. Ma credo sia importante contrastare la deriva disumanizzante in corso. Voglio difendere la questione di principio. Possono censurare i mezzi, non le idee.
Vi ringrazio di nuovo tutti, di cuore, per il vostro sostegno morale e concreto.
Peace and love.

 

Su Radio Peripli, la riflessione “Censura, gattini e strumenti digitali” di G. Asmundo, 4 febbraio 2019 

4 febbraio 2019

Aggiornamento positivo! A questo link.

 

 

.

(Fotografia di G. Asmundo. Screenshot da Facebook)