201 // PORTOFRANCO 13 // Flavio Almerighi. Lampedusa, luglio 2013

 

Il contributo di oggi per Portofranco è migrato all’interno della rubrica salpando da un dialogo in forma di commenti a un post sulle fasi di “censura” di Portofranco. Grazie a Flavio Almerighi per questa poesia e per i suoi versi, tanto caustici quanto musicali, caratteristici della sua poetica.
Una poesia nella quale denuncia “satirica”, nel solco della tradizione rivisitata, toni drammatici, ritmi musicali e rilavorazione dell’immaginario si mescolano, facendosi strumento per “dire” la realtà.

(G. Asmundo)

 

Lampedusa, luglio 2013

Il tango gitano se n’è andato
è morto tentando
di spiegare la democrazia
a un’ingente somma di danaro,
Gesù di Nazareth tutto bianco
ha assegnato premi alla carriera
ai sepolti sbrigativamente in mare,
come se non fosse Katyn
il Canale di Sicilia ma
vasca idromassaggio per donne
levigate già fin troppo
o nell’epica di Moby Dick, posto
per cercare fianchi da infilzare
anziché mare disperato d’inerzie
e lacrime da coccodrillo
sul debito crescente e riottoso
sul dolore necessario,
col cordoglio voluttuario
di un assenzio post datato
per levare calici alla salute
dell’ingente somma già descritta,
sarà lusso da defunti
commentarla con distacco.

Flavio Almerighi

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(Fotografia di G. Asmundo)

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La rubrica “PORTOFRANCO” sul blog e su Radio Peripli libera, dedicata ai temi delle migrazioni, della convivenza, delle loro problematicità e risorse, nonché al valore politico della bellezza, è aperta all’invio di contributi sotto forma di poesie, prose, testimonianze e fotografie di quanti saranno interessati. Per istruzioni, si veda il primo articolo “Portofranco 1”.
Apriamo questo spazio alle vostre voci. Tra indignazione, ferma resistenza e dolcezza. Per non smettere di porci quesiti. Per una cultura libera, non politicizzata ma etimologicamente “politica” per il proprio valore edificante per la comunità.

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