314 // Venti di scirocco 4 // Sorelle (per Bouchra e Sanae), di Lucia Guidorizzi

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SORELLE

A Bouchra e Sanae

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“Non avere paura sorella
l’acqua è nera di notte
ma più nero è il nostro futuro
Per noi è ora di andare”

Una porta dipinta d’azzurro
Il sole e il profumo di menta
Una donna che piange
Sulla soglia

“Madre io voglio andare lontano”

Bouchra impara le lingue
Lavora lotta si fa strada
Con la sua sola forza
Ha obbiettivi da raggiungere

Sanae è tenera fantastica
Crea scrive dipinge
Timidamente si domanda
Quale sarà la sua vita

Venezia per lei è una madre cattiva
Che non le tende le braccia

“Non fai nulla per migliorare la tua sorte”
Le dicono
Ma Bouchra la difende

“Lasciatela stare.
Lei ama l’arte e la bellezza
È nata sognatrice
Ha scelto la parte migliore”

Due sorelle in una notte buia
Sulle acque nere della laguna
Scelgono di annegare
Per non dover più morire
Ogni giorno nel silenzio

Di tutte queste ferite
Voi siete quella più aperta

Un fiore rosso tra i capelli di Bouchra
Un fiore bianco tra i capelli di Sanae

Partite di notte
Per un viaggio disperato
Sprofondate nel grembo silenzioso
Della laguna
Tenendosi per mano

“Madre quanto è buia la notte
Madre quanto è fredda la laguna”

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Ho scritto questo ricordo per Bouchra e Sanae, le due sorelle marocchine morte annegate nella laguna di Venezia (uccidendosi?) la notte del 7 aprile, gettandosi dalla motonave perché (a quanto si dice) avevano perduto il lavoro. La loro vicenda mi ha molto toccato e ho voluto ricordarle. Dopo aver parlato del “Viaggio per mare di notte”, ho pensato al loro viaggio notturno così terribile e solitario e ho scritto per loro.

Lucia Guidorizzi

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(Articolo a cura di Lucia Guidorizzi. Fotografia di G. Asmundo, Venezia, 2013)